Dall'11 al 16 Settembre 2012 a c'è stato il Festival de la Plaissance, ovvero il Salone Nautico di Cannes e io ho avuto un ingaggio.
Che figata!!!
La possibilità di viaggiare e poter lavorare in mille contesti diversi è forse la cosa che amo di più di questo lavoro!
E questa volta è stata una vera avventura, anche perchè era la prima che lavoravo in questa manifestazione e il mio francese non è esattamente da madrelingua.
Ti lascio immaginare quanto ero nel panico il primo giorno!
Ecco com'è andata.
Il mio compito era quello di fare delle brevi interviste ai vari clienti del festival e di conseguenza compilare un report.
...Naturalmente, essendo in Francia, la maggior parte delle persone era francese.
Io ho studiato questa lingua per la metà della mia vita; ma tra leggerla, parlarla in classe e sfruttarla effettivamente sul campo, c'è una bella differenza.
E ne ho avuto conferma, quando con l'espressione pià naturale del mondo, queste persone così tanto francesi, costringevano il mio povero cervello a dover capire il significato di " jadorelebatòejamisettmanifesta sionmejenepatampurterepondr".
Seh. -.-' Come no.
E io puntualmente con la faccia da ebete, dovevo cercare mille sotterfugi per chiedere di parlare più lentamente e ripetere nuovamente la frase.
L'intervista, poi, poteva mai essere semplice?
Certo che no!
Un papiro lungo 4 pagine di domande su dati personali, barche, moda, orologi e macchine.
E come ciliegina sulla torta, sul contratto che avevo firmato, c'era scritto a caratteri cubitali che il mio compenso dipendeva dal raggiungimento di un certo numero di interviste portate a termine.
Non avevo scelta: dovevo farcela.
Cosi, sotto il sole ardente della Francia del sud, mi lanciai alla volta di queste famigerate interviste.
Corsi senza sosta per tutto il giorno, fermai decine di persone diverse, parlai forse persino tedesco, e compilai con rigore quei 4 fogli pieni di punti interrogativi e caselle da spuntare.
Furono molte le persone che non ne vollero sapere nulla, ma per fortuna alla fine della giornata raggiunsi il mio obiettivo.
Ce l'avevo fatta!!! :-D
Mi attendevano ancora 3 giorni così, ma sapevo di potercela fare e questo bastava per farmi trovare la motivazione giusta.
In fondo non era stato poi così tanto terribile.
il paesaggio era meraviglioso, il clima avvolgente e le colleghe erano davvero il massimo che potessi desiderare; ma la cosa più bella e per me più entusiasmante era stato il poter conoscere persone di diverse nazionalità e imparare qualcosa su di loro.
Gli australiani, ad esempio, sono il massimo! Sempre allegri, pieni di energia, ma soprattutto disponibilissimi.
Gli inglesi, gente a modo. Cordiali, affabili e molto pazienti.
I francesi... Simpaticissimi! Chi l'avrebbe mai detto?
I russi poi... Delle macchine da guerra quando si tratta di lavoro! Precisissimi nel formulare le risposte.
E infine noi italiani, eheh, gente indaffarata noi! (io sono di origini russo/bielorusse, ma ormai mi considerò un'italiana :-) ) con sempre qualcosa di molto più importante da fare che starti ad ascoltare.
Così, la sera, mi avviai verso casa (in affitto per la settimana) col sorriso divertito di chi aveva imparato a riconoscere la nazionalità dal semplice modo di rispondere alle domande.
Avevo già programmato tutto: per cena una mega insalata piena di meraviglie iper caloriche, doccetta veloce e poi a nanna, pronta poi per un'altra giornata all'insegna del punto interrogativo.
Ma a volte le cose non vanno come te lo aspetti.
Alle 21.30 la mia capa mi chiede di andare nel suo appartamento, sito al piano di sopra.
Avevo davvero il terrore che mi rimandasse a casa perchè magari non parlava abbastamnza bene quel maledetto francese.
Bussai ed entrai con l'ansia che mi corrodeva lo stomaco.
"Ciao Anastasia! Entra pure" - mi disse con aria rilassata.
"Fiuuh!" - sospirai sollevata. Sicuramente non mi avrebbe rimproverata.
"Ho deciso di cambiarti ruolo! Vorrei che prendessi il posto di un'altra ragazza che presidia uno stand. E' quello più prestigioso del nostro gruppo. Si tratta semplicemente di registrare gli appuntamenti e fornire supporto e assistenza al loro personale. Ma vogliono il massimo. Non è consentito sbagliare e soprattutto il Francese fluente è d'obbligo. Mi confermi che come da cv, lo parli fluentemente?"
"Ungh!" - deglutii.
Cosa le dicevo adesso? Nel avevo scritto che parlo il Francese discretamente, non perfettamente: c'è una bella differenza, eh!Mma sottolinearlo ora, mi avrebbe provocato un figuraccia a dir poco mostruosa.
"Certo! Conta pure su di me!"
Ed ecco che mi ero scavata da sola la fossa.
Fine parte 1.

non vedo l'ora di leggere la seconda parte!!!
RispondiEliminaCris